L’architettura e la costruzione in terra cruda costituiscono documento rilevante per la storia e la cultura di un territorio. Quasi ogni regione italiana, come del resto in gran parte del mondo dove si trova sabbia ed argilla (1/5 della superficie emersa), vanta un suo patrimonio architettonico in crudo. Numerose sono le variabili tecnologiche e di tipologia architettonica.

Nel nostro territorio, in particolare nella parte valdelsana del Comune di Barberino Val d’Elsa, non sono pochi gli edifici costruiti con questa tecnica, gran parte di essi sono ancora abitati. L‘arte della terra cruda, che costituisce un ottimo elemento anche per il futuro della bioediliza, è dalle nostre parti praticamente sconosciuta e, per questo, quasi sempre durante le ristrutturazioni edilizie viene rimossa con la distruzione del costruito e con la derivante perdita del valore culturale che essa costituisce.

Grazie la lavoro del Gruppo Archeologico Achu negli ultimi anni sono stati scoperti decine di edifici costruiti in crudo, con varie tecniche e in differenti periodi storici. Nel 2010 abbiamo avuto il piacere di affiancare a livello logistico la Dott.ssa Burgagnoni nella sua tesi di laurea presso l’Università di Pisa su “Le case di terra nella Val d’Elsa: una moderna antichità.

Non ci dilunghiamo in questa sede nell’affrontare l’argomento con l’attenzione che meriterebbe, tuttavia si intende segnalare la forte presenza nel nostro territorio di un patrimonio architettonico e culturale ancora sconosciuto che merita di essere tutelato e valorizzato, anche sotto il profilo di una nuova spinta nel senso della bioedilizia.

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